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Il Giardino Sonoro

L’esperienza sonora è da sempre una componente importante dell’architettura del paesaggio: lo zampillare ritmico delle fontane o dei rivoli d'acqua artificiali, il canto degli uccelli in gabbia o in libertà, il fruscio di particolari fogliami e lo scricchiolio delle ghiaie o degli acciottolati, è storicamente parte integrante dell'esperienza multi-sensoriale che la progettazione del giardino è in grado di offrire, con una capacità di suggestione ed emozione di rara "integrazione" fra espressione estetica, articolazione simbolica e natura. La  progettazione ambientale degli spazi pubblici e del paesaggio sviluppata secondo un approccio multi-sensoriale rende possibili risultati inaspettati e straordinari, come nel caso del Giardino Sonoro di Villa Borbone a Viareggio: il parco storico antistante la Villa si configura davvero con grande naturalezza come spazio teatrale: le sue geometrie, le ampie alberature, gli scorci e le visuali su architettura e paesaggio, ne fanno un teatro a cielo aperto, un’architettura effimera che prende corpo dal sistema di relazioni e interazioni che il movimento del giardino riesce ad attivare. L’architettura “giardino”, con la propria spazialità e materialità, fatta di vuoti e di pieni, diviene uno spazio acustico e sonoro, caratterizzato da una propria risonanza, immediatezza, lontananza, in sintesi una variegata memoria degli eventi sonori; aggiungere la dimensione della diffusione musicale ha immediatamente significato amplificarne tutte le qualità spaziali e relazionali, fatte di presente riconquistato (la Villa restaurata e aperta al pubblico) e di storicità continuamente riscoperta (l'intatta espressività storica del contesto di Villa Borbone). Un sapiente sound design, reso possibile dalla ricerca e sperimentazione portata avanti da Architettura Sonora, ha così conferito al giardino di Villa Borbone un’identità spaziale, dinamica e mutevole, dove lo spazio modella i suoni e dai suoni si fa modellare, rendendo i visitatori in grado di interagire a molti livelli col composito paesaggio ambientale della Villa. Un sistema di moduli sonori omnidirezionali (quanto di tecnologico vi sia di più simile alla sorgente naturale) – 14 Sfere in cotto dell’Impruneta – sono distribuite sul perimetro ogivale della sezione centrale del giardino, configurando un anfiteatro sonoro uniforme, di non immediata individuazione, posizionato a terra eppure con un respiro sonoro verticale immaginifico. In più i moduli aerei di Architettura Sonora, sospesi nelle alte alberature del parco, aggiungono l’importante componente ultra-verticale alla spazialità sonora: una sorpresa acustica dalla "spiccata altezza" e capacità di direzionare la diffusione verso il basso, come all'interno di una cattedrale gotica, allineando la percezione acustico-spaziale dell’ambiente lungo le imponenti fronde degli alberi secolari. Il sofisticato impianto multicanale permette a ogni modulo sonoro di essere musicalmente indipendente, come fosse uno strumento di un’orchestra che suona e risuona il giardino di Villa Borbone, con musica propria, sempre nuova, pienamente integrata e percepita come naturale anche grazie alla matericità dei moduli sonori, la terracotta toscana, che li rende parte integrante, anzi strutturante, del sistema giardino. Il Giardino Sonoro di Villa Borbone si configura come un vero e proprio strumento musicale, in grado di suonare anche per concerti live, performance e dj-set.